Expo 2015 e rilancio della Campania
Barbagallo: Manca azione di sistema

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L’Expo potrebbe diventare una reale occasione di sviluppo per la Campania soltanto se si riuscisse a mettere in campo una concreta sinergia tra tutti gli operatori L’Expo potrebbe diventare una reale occasione di sviluppo per la Campania soltanto se si riuscisse a mettere in campo una concreta sinergia tra tutti gli operatori coinvolti: istituzioni, Camere di commercio e aziende. Allo stato, come già successo per altri grandi eventi, manca un reale sforzo di sistema. Tanto per citare due esempi, l’ente camerale irpino e il Comune Di Caserta hanno optato per una promozione solitaria”. Ad affermarlo è Carlo Barbagallo, ex presidente dei Giovani di Confindustria Campania e amministratore unico di Cofiba, azienda di Terra di lavoro leader nella bonifica ambientale. “Tra dieci giorni si aprirà il più grande evento mai realizzato sull’alimentazione e la nutrizione che potrebbe rappresentare un’occasione unica di promozione di territorio e imprese. Ma mai come questa volta non bisogna dimenticare l’importanza del concetto di “fare rete” – dice Barbagallo -. Basti pensare che se in Campania e nel resto del Sud si attuassero le sinergie organizzative e produttive tra la ricchezza enogastronomica e il sistema turistico integrato (balneare/culturale) aumenterebbe, nel medio periodo, la capacità endogena di creare ricchezza in relazione all’aumento di presenze turistiche”. E’ proprio il turismo, secondo l’ex numero uno degli under 40, la carta ancora tutta da giocare per il rilancio della Campania: “Serve un’azione più coraggiosa sul turismo, vero motore di sviluppo dell’economia regionale le cui potenzialità sono ancora da sfruttare per il 70 per cento. Abbiamo cultura, storia, bellezze paesaggistiche, enogastronomia, beni architettonici – autentici moltiplicatori del Pil – eppure ancora non riusciamo a trasformare il turismo nel volano della ripresa occupazionale della regione”. Dove si sta sbagliando? “Il vero problema – dice Barbagallo – è che l’offerta turistica non riesce ancora a catturare, se si esclude il capoluogo campano, i filoni emergenti o più interessanti della domanda. Occorrerebbe un’offerta più diversificata, puntando sulla ricettività alternativa che richiede una politica di promozione più evoluta di quella attuale, che non si limiti soltanto al mero bacino locale di attrazione ma cerchi di accordarsi con i grandi tour operator per costruire percorsi e itinerari turistici integrati. L’obiettivo deve essere quello di far evolvere l’offerta sull’intero territorio campano mettendo a sistema gli attrattori turistico-culturali, le eccellenze agroalimentari e gli intrattenimenti educativi, puntando sulla capacità di motivare i visitatori a trattenersi in regione”.