Gran Premio, lotteria e beneficenza
D’Angelo: Così trasformo Agnano

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“Beati i flessibili perché non saranno piegati fuori forma” è il motto personale di Pier Luigi D’Angelo, presidente dell’Ippodromo di Agnano e volto della “Beati i flessibili perché non saranno piegati fuori forma” è il motto personale di Pier Luigi D’Angelo, presidente dell’Ippodromo di Agnano e volto della rinascita “non priva di sforzi e battaglie ancora da vincere” del tempio di uno sport “che non teme confronti, nemmeno con il calcio. Perché, si sa, i cavalli vincono sempre”. E oggi, domenica 3 maggio, il manager partenopeo dell’ippica festeggia un appuntamento importante, il Gran Premio Lotteria 2015. L’evento arriva dopo il successo della suggestiva competizione/esibizione promossa sul lungomare, un “trot race” che ha trasformato via Caracciolo in una distesa di sabbia pronta ad accogliere i cavalli in corsa. D’Angelo, il Gran Premio Lotteria darà molto spazio alla beneficenza. Consolidiamo per il secondo anno di seguito il rapporto di collaborazione con Telethon attraverso le donazioni che raccoglieremo nell’area “Telethon Village”, un impegno di cui andiamo fieri e che portiamo avanti grazie al sostegno di Andrea Ballabio, direttore del Tigem. Ma non è la sola iniziativa che dedichiamo al sociale. L’ippodromo è il primo in Europa ad accogliere un centro per l’ippoterapia attivo tutto l’anno gestito dall’associazione rivolto a bambini, disabili, malati che possano trarre vantaggio da questa speciale tipologia di trattamento. Tra le iniziative in programma? Un omaggio a Pino Daniele, scomparso da pochi mesi: la sfilata dei cavalli sarà aperta da “Napul’è”, un momento di commovente commemorazione che abbiamo fortemente voluto e che andrà in diretta televisiva. Come immagina il futuro dell’ippodromo? Agnano potrebbe essere un gioiello, anche per le sue potenzialità geotermiche. Potremmo farne una centrale elettrica per dar luce all’intera città. Basti pensare che il prato verde si rigenera da solo grazie al suo microclima. Ma sono troppi i limiti imposti dalla burocrazia italiana. In primis, i finanziamenti bancari e i tempi biblici dei pagamenti delle pubbliche amministrazioni. Da sempre sostiene che il calcio ha una marcia in meno dell’ippica, perché? Il calcio è eternamente in competizione con l’ippica ma la verità è che il nostro è uno sport più vero e umile, aspetti che finiscono per toccare il cuore delle persone. È sotto gli occhi di tutti che calciatori senza meriti, e talvolta persino senza talento, guadagnano cifre esorbitanti e sproporzionate. Mentre il mondo dell’equitazione sportiva è costituito da lavoratori che sin dalle prime luci del mattino si mettono in gioco, sporcandosi le mani con la terra. È uno sport semplice, da “sudore della fronte”, che crea una filiera che dà e non ruba al paese, garantendo un impiego per cinquantamila famiglie tra allevatori, maniscalchi, veterinari, operatori televisivi. E a Napoli? Intorno al mondo dell’ippica ruotano circa tremila dipendenti tra Agnano, il litorale e l’hinterland, verso le scuderie del mare. Con uno sguardo alla buona sorte… Sì, crediamo molto nella fortuna e nella diffusione dei messaggi positivi, per cui oggi distribuiremo gratuitamente ferri da cavallo per augurare a tutte le famiglie campane prosperità e ricchezza.