In viaggio con Caruso
tra Napoli e Sorrento

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Per la prima volta la tradizione musicale partenopea entra nei musei e nei siti archeologici per raccontare il più grande tenore di tutti i tempi, Enrico Per la prima volta la tradizione musicale partenopea entra nei musei e nei siti archeologici per raccontare il più grande tenore di tutti i tempi, Enrico Caruso, con percorsi turistici tra Napoli e la Penisola Sorrentina a cura della musicologa Laura Valente, e il coinvolgimento di artisti, attori, musicisti. Si parte il 3 maggio dal Tunnel Borbonico di Napoli (ore 11) con ‘Caruso in marcia!’ e i canti ispirati alla Grande Guerra (Caruso ne interpretò tanti e ne compose anche uno dal titolo ‘Liberty forever’); il 10 maggio al Palazzo Reale (ore 11) tre tenori solisti del San Carlo, Maddaloni, Todisco e Strazzullo, accoglieranno invece i visitatori con i ‘cavalli di battaglia’ della più grande star della lirica nel concerto ‘The voice of God: nella melodia, tutto’. A San Martino (17 maggio) un Caruso raccontato ‘tarallucci e vino’ guiderà alla scoperta del mondo della ‘posteggia’. Il 24 maggio tappa a Sorrento dal titolo ‘Un grand gourmet’ con la Paranza di Romeo Barbaro, percorso giocoso con canzoni ispirate al cibo, uno dei piaceri della vita che l’artista amava. Il 30 maggio al museo Madre (ore 19) ecco invece ‘Caruso il mito’ svelato dalla voce recitante di Cristina Donadio con Marco Zurzolo al sax. “Tenore lirico osannato nei più importanti teatri del mondo – ricorda Valente, già autrice del documentario ‘Enrico Caruso la voce del mondo’ – ineguagliabile interprete di melodie immortali della canzone napoletana: questa straordinaria alchimia di talento e innovazione, tradizione e modernità, frutto dell’incontro tra Europa e America, ha fatto sì che agli albori del Novecento, un simbolo dell’arte napoletana desse vita per la prima volta a un brand internazionale destinato ad anticipare di decenni l’esplosione del Made in Italy in tutto il mondo“. Un brand che oggi si trasforma in un grande attrattore turistico-culturale per la Campania, nel nome di un autentico mito mondiale. “Il più grande” lo definì in un sondaggio sui protagonisti del Millennio il Washington Post. A lui venne affiancato solo un altro italiano, Michelangelo. I percorsi su Caruso, inseriti nel Grand Tour di Campania Artecard, riprenderanno in autunno coinvolgendo anche il Museo del 900, Castel Sant’Elmo, San Domenico Maggiore (con un originale ‘Caruso jazz, rag ‘n blues’ da Caruso a Scott Joplin, excursus nella musica afroamericana all’epoca della permanenza del tenore negli States) mentre a Palazzo Zevallos si suonerà il ‘Carusonapolijazz’ con Francesco d’Errico al pianoforte. Tappe previste anche a Capodimonte, alla Certosa di san Martino (‘Cartoline di Napoli’ in chiave moderna con il costituendo coro I Carusielli, 50 ragazzi napoletani diretti da Carlo Morelli), e al Museo Archeologico, fino all’evento finale di dicembre a Sorrento con la disfida ‘No, pagliaccio non son’ tra le arie di Cavalleria Rusticana e quelle di Pagliacci.