Persico e il futuro dell’Europa: Necessari investimenti e nuovo modello di governance

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In foto Pasquale Persico

Pubblichiamo di seguito un’intervista con il professore Pasquale Persico, ordinario di Economia Politica presso la Facoltà di Scienze della Comunicazione dell’Università di Salerno. L’articolo è realizzato da Paolo Pantani, presidente emerito di Acli Beni Culturali e membro del comitato promotore della Macroregione del Mediterraneo Centro Occidentale.

Paolo Pantani: A livello europeo il tema della nuova governance è il tema principale per la nascita di una nuova politica economica europea, visto che non ci saranno più i fondi strutturali per le regioni in ritardo di sviluppo, purtroppo da noi anche non impiegati o spesi male, come si può configurare questa nuova fase?

Pasquale Persico: A livello europeo questo tema è il vero anello mancante per il rilancio del progetto europeo di civiltà plurale e coesa.
L’instabilità finanziaria e la debolezza delle politiche economiche dei singoli stati devono essere affrontate dando efficacia alla governance potenziale connessa alla cessione di sovranità
La mia opinione sulle Macro-aree non prevede una riforma costituzionale ma un nuovo slancio dell’Europa che nella revisione dei trattati consente la nascita di una una nuova governance per la politica europea per la città e l’altra città.

Paolo Pantani: In cosa consiste più specificamente questa revisione dei trattati?

Pasquale Persico: Sabino Cassese in recenti contributi sul ruolo dello Stato, a partire dalla crisi, ha sottolineato che il tema della sovranità dello stato va inquadrato dentro al più generale tema della necessità di cedere sovranità per guadagnare scala di sovranità in un contesto internazionale in cui lo stato nazionale da solo non è più efficace; e , pertanto, gli mancano i presupposti per essere efficiente a diversi livelli.
I due libri di Cassese, “Potere e territorio” e “Democrazia”, nel sottolineare come la cessione di sovranità non implichi una cessione di soggettività politica, esplorano le nuove forme in cui lo stato potrà affiancare le esigenze della società in metamorfosi sempre che la politica e la società siano in empatia propositiva.
Ecco, in questo quadro istituzionale emergere la necessità di uno sguardo diverso rispetto al tema degli investimenti netti che hanno necessità di un rilancio dentro scale diverse di efficacia.

Paolo Pantani: Nel particolare, cosa si intende, concettualmente, per “città” e “altra città”?

Pasquale Persico: Il governo dell’Italia da molti decenni con la crescita del debito pubblico sottrae all’Italia la possibilità di avere un politica economica efficacia basata sulla visione di lungo periodo che affronti i grandi temi delle infrastrutture che concorrono a moltiplicare l’efficacia dei temi della produttività totale dei fattori. Ebbene il concetto moderno di città sia essa rete di città in aree fortemente urbanizzate che come rete complessa di nodi dell’area vasta non urbanizzata (Altra città) vede la città definita come infrastruttura complessa di area vasta che consente di dare efficacia di coordinamento alla tante infrastrutture che concorrono alla competitività dei territori; rete ambientale, reti di comunicazione, rete di servizi finanziari, reti connesse al welfare di popolazione come istruzione , sanità e beni culturali ed ambientali.
Ebbene, oggi si tende a dare spazio ai tanti che in Europa creano presupposti per i nuovi nazionalismi a miopia crescente, mentre sarebbe ora di concentrarsi su come dare efficacia alla politica economica per le infrastrutture complesse dell’Europa.

Paolo Pantani: A questo punto la nascita di una Macroregione del Mediterraneo Centro Occidentale, in fase di avanzata proposta politica, Tu come la vedi?

Pasquale Persico: In tale prospettiva la nascita di coordinamenti di governance collaborante tra regioni, le Macroregioni, potrebbe dare efficacia alle economie di scala, di scopo e di diversità necessarie a far salire il valore del moltiplicatore delle infrastrutture necessarie alla competitività dell’ Europa.
Emerge, così, in maniera chiara che i temi del Debito eccessivo, dell’Inflazione, della Competitività e della Dipendenza finanziaria devono essere reinterpretati alla luce della visione del ruolo dello stato nel quadro di visione multi scalare della governance disponibile e negoziata in maniera intelligente, a seconda dei livelli istituzionali a cui quella governance appartiene.
Si deve rimettere nuovamente a al centro del ragionamento la necessità di uscita dalla crisi come tema prioritario rispetto ai temi dei gradi di libertà da conquistare per indirizzare la politica economica. Emerge pertanto la necessità di rivedere in profondità il pensiero di Keynes per dare a questo le ali contemporanee per volare alto e far emergere il tema degli investimenti e della politica fiscale come il tema dei temi.
La crisi ha dato spazio ad una spesa sociale poco reversibile e la riduzione degli investimenti pubblici legata alla crisi fiscale dello stato ed alle politiche di bilancio ha indebolito ogni ipotesi di uscita dalla crisi.

Paolo Pantani: Prendiamo atto con soddisfazione, visto che siamo proponenti di un comitato promotore per la nascita della MMCO, che Sei favorevole alle macroaree e alla coesione territoriale indicate dal trattato Ue di Lisbona.

Pasquale Persico:Non dimentichiamo i fondamentali della politica monetaria e della politica fiscale per uscire dalla crisi, bene Draghi ma in ritardo, e poco efficaci i Governi che non possedevano le chiavi adatte, troppo presi dalle emergenze e troppo legati agli equilibri politici, per le elezioni sempre troppo vicine alle decisioni strutturanti. Le macroaree potrebbero essere l’occasione opportuna per dare alla politica economica un volto riconoscibile di governance collaborante che rompa la politica dei campanili e avvii una visione larga della politica delle infrastrutture complesse poggiate sulle reti di città.
Appare pertanto urgente un rafforzamento delle regole europee di finanza pubblica a protezione della possibilità di incrementare gli investimenti pubblici netti, a cui affidare , nella visione di Delors richiamato finalmente in campo, consente il rilancio della produttività dei sistemi
Il tema della costruzione di una civiltà europea realmente plurale, tollerante e orientata da un nuovo umanesimo a produttività crescente basata sulle economie di scopo e di scala, è legata ai nuovi beni relazionali da produrre nell’economia globale: quali sono gli investimenti pubblici che vanno in questa direzione?
Il tema delle Macroaree accende temi del rilancio di una politica economia per la città come infrastruttura complessa e dell’altra città, periferie e zone a rischio, fino a toccare i temi dell’ambiente; si allarga a temi capaci di definire il nodo che rimane la comprensione del ruolo dello stato e delle sue sovranità intrecciate possibili.

Paolo Pantani: Ci avviamo alla conclusione e della intervista, ringraziamo il professore Pasquale Persico per le sue illuminanti considerazioni e poniamo come ultimo tema quello del futuro dell’Europa e un nuovo sviluppo della cooperazione internazionale, anche questi previsti dal Trattato di Lisbona.

Pasquale Persico: E’ il tema della nuova Europa, del dopo Brexit e del nuovo mosaico da ricomporre sul post-nazionalismo da definire in termini di nuova soggettività istituzionale degli stati che insieme dovranno definire i gradi di libertà della politica economica rispetto alle esigenze di appartenenza. I contesti di cooperazione internazionale dovranno esaltare il potenziale di un paese che vuole appartenere ancora ad una democrazia a forte desiderio di progresso, che la storia passata e futura assegna all’Italia ed ai popoli che sapranno scrivere la nuova geografia di un territorio ancora a potenziale infinito.