Progetto Eube, si riparte dal Tavolo Permanente. Angioli: Fondi solo a chi fa sistema

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In foto Luigi Curatoli e Serena Angioli
di Enzo Senatore
Il progetto Eube chiude la sua prima fase nel corso della tappa napoletana del Tandem Tour, ospitata presso la Biblioteca Guarino della Facoltà di Giurisprudenza dell’università Federico II, con risultati più che soddisfacenti. Come spiega, nel corso del suo intervento, il professore Guglielmo Trupiano, direttore del Centro Europe Direct Lupt “Maria Scognamiglio”. “Adesso entriamo nella fase del Tavolo Permanente per l’accesso ai finanziamenti europei, che ci consentirà di mantenere un filo diretto con gli utenti, soprattutto imprese. Con Eube abbiamo fornito un contributo decisivo alla comunicazione, dimostrando come le risorse della Comunità Europea siano in grado di generare sviluppo e di partorire buone pratiche e buona gestione tecnico-amministrativa”. Il prorettore Arturo De Vivo, che apre la giornata di approfondimento, evidenzia come “l’università Federico II sia sempre stata all’avanguardia sul fronte della promozione di politiche europeiste e aggregative”. Dalla giornata conclusiva del progetto Eube emergono anche importanti notizie in merito alle strategie della Regione, con l’assessore ai Fondi Europei, Serena Angioli, che chiede “minore frammentazione e più concentrazione di risorse su progetti di aggregazione”. “La mia idea – aggiunge – è quella di ridimensionare i finanziamenti alle singole e piccolissime realtà per dirottarli laddove queste aziende fanno sistema tra loro e si aggregano per essere più forti e gestire grandi progetti”. Il generale Luigi Curatoli, dg del Grande Progetto Pompei, dopo aver rivelato che l’impiego dei fondi europei è a quota 67,6 milioni sui 105 disponibili, spiega come “adesso l’obiettivo è quello di favorire la permanenza dei turisti nell’area degli Scavi perché solo così l’indotto può crescere e svilupparsi”.
Comunicazione e formazione
Claudia De Stefanis, capo settore Comunicazione e Reti d’informazione della Rappresentanza in Italia della Commissione Europea, ricorda come si stia puntando molto sulla comunicazione per “far capire ai cittadini che l’Europa è vicina, li assiste e li supporta”. La funzionaria invita gli imprenditori “ad utilizzare tutti gli strumenti a disposizione, comprese le piattaforme web che consentono di presentare progetti e farli valutare in tempo reale alla Commissione”. Parlando dell’oggetto del Tandem Tour, la presentazione del Piano Junker, De Stefanis pone l’accento anche sulla formazione. “Come Rappresentanza stiamo lavorando per formare i funzionari delle Camere di Commercio con il progetto Dare Fondo ai Fondi e siamo impegnati sul fronte dell’assistenza perché le modalità di presentazione dei progetti sono fondamentali”.
Dalla Commissione alle banche
Il secondo blocco di interventi si apre con Daria Ciriaci, consigliere per la Governance Economica della Rappresentanza in Italia della Commissione Europea. “Crescita, occupazione e stimolo degli investimenti privati sono i grandi obiettivi del Piano Junker. L’importanza dell’opera delle imprese, peraltro, sta nei numeri precedenti la crisi quando in Italia gli investimenti non pubblici rappresentavano il 21 per cento del prodotto interno lordo”. Il Piano, spiega la Ciriaci, “è stato allungato, come scadenza, al 2020 e adesso si punta, tramite il sistema congiunto di garanzie della Banca Europea per gli Investimenti e della Commissione Europea, a movimentare non più 315 ma 505 miliardi di euro di risorse private”. Un consistente aiuto alle imprese arriva da Cassa Depositi e Prestiti, rappresentata in questo consesso dal funzionario Fabrizio Alesse, “che ha come obiettivo quello di mettere in sinergia diversi strumenti di finanziamento al fine di agevolare il processo di crescita del sistema economico”. A rappresentare le banche il vice presidente di Abi Campania, Franco Vildacci, che spiega. “Noi siamo impegnati nell’azione di sostegno alle Pmi anche al di là dell’utilizzo di strumenti importanti come il Piano Junker. In questo momento stiamo predisponendo un grande piano di sostegno al mondo agricolo e lavoriamo molto sul fronte della comunicazione con campagne informative a favore dei clienti”. Inoltre, rivela Vildacci, “crediamo sia importante non fermarsi al finanziamento del progetto ma accompagnare l’impresa anche nella fase di gestione e impiego dei fondi europei”. Per le imprese parla invece Luca Perozzi, segretario generale di Unioncamere Campania, che un po’ si scaglia contro la pubblica amministrazione e gli sprechi. “Il malfunzionamento del sistema burocratico ci costa 28,5 miliardi di euro l’anno, vale a dire il 2 per cento del prodotto interno lordo. Noi molto abbiamo fatto sul fronte degli sportelli unici per le attività produttive, arrivando a gestire considerevoli quantitativi di pratiche, però dobbiamo anche dire che restano molti punti critici come l’avvio d’impresa, il credito e la risoluzione delle controversie e qui le istituzioni devono darsi una mossa”. Alla realizzazione del progetto Eube hanno collaborato, in maniera determinante, Enrica Rapolla (direttore tecnico del Centro Europe Direct Lupt “Maria Scognamiglio”), Mariano Bonavolontà (responsabile Comunicazione del Centro) e Gabriella Duca (responsabile Service Design e Human Factors del Centro).

In foto Guglielmo Trupiano e Claudia De Stefanis
In foto Fabrizio Alesse e Daria Ciriaci
In foto Franco Vildacci e Luca Perozzi