Rincari scuola, Tasi ed energia: per i consumatori settembre nero

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Libri scolastici e Tasi. Ma anche luce, gas, acqua e riscaldamento. Per le famiglie italiane sarà un settembre ‘caldo’ per rincari e aumenti di beni e servizi. E’ l’allarme che lanciano le associazioni dei consumatori. “Sarà un brutto settembre per Libri scolastici e Tasi. Ma anche luce, gas, acqua e riscaldamento. Per le famiglie italiane sarà un settembre ‘caldo’ per rincari e aumenti di beni e servizi. E’ l’allarme che lanciano le associazioni dei consumatori. “Sarà un brutto settembre per le famiglie italiane -spiega a Labitalia Rosario Trefiletti, presidente di Federconsumatori- che dovranno fronteggiare da un lato un grosso aumento dei costi per mandare i propri bambini a scuola, e dall’altro a ottobre quelli per il pagamento della Tasi”. “Noi abbiamo fatto uno studio molto elaborato sui costi sostenuti dalle famiglie per mandare i figli a scuola -spiega ancora Trefiletti- ed è emerso che il ‘carico’, per ogni nucleo familiare, sarà i 900 e i 1300 euro”. Non saranno solo libri e zainetti a pesare sulle famiglie alla ripresa di settembre. Per Trefiletti, infatti, “al di là di tutti i calcoli che sono stati fatti, il vero problema creato dalla Tasi è che la pagheranno 5 milioni di famiglie che prima non pagavano l’Imu, perchè c’erano le detrazioni. Detrazioni che con la Tasi non ci sono, e quando sono presenti arrivano al massimo a 100 euro”. Senza dimenticare, aggiunge Trefiletti, che “aumentano anche i costi dei servizi pubblici. Se da una parte poi sono diminuiti i costi di gas e luce, che comunque negli anni scorsi erano schizzati alle stelle, sono in rialzo le tariffe di acqua e rifiuti. E poi a settembre-ottobre si cominceranno a pagare le rate del riscaldamento, che non dovrebbero incrementare rispetto all’anno scorso, ma saranno comunque nell’ordine di 90 – 100 – 110 euro mensili”. Preoccupato anche Pietro Giordano, presidente di Adiconsum, che a Labitalia spiega che “le tasse per le famiglie sono arrivate a un livello insostenibile, con tutte le conseguenze che questo comporta. Le famiglie infatti hanno sempre meno risorse per l’acquisto di beni e servizi. Quindi meno consumi che portano a più chiusure di aziende e sempre un maggior numero di disoccupati e cassaintegrati, e di conseguenza ancora meno consumi e soldi da spendere”