Sclerosi multipla non impedisce alle donne di diventare mamme. La novità arriva da Napoli

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Una buona notizia per le pazienti con sclerosi multipla: grazie a un farmaco anche le mamme affette da questa difficile patologia possono diventare mamme. Se ne è parlato durante il Simposio promosso da Teva, azienda leader nella commercializzazione dei farmaci equivalenti, dal titolo ‘Venti anni di sclerosi multipla tra conferme e nuovi potenziali’, svoltosi alla Mostra D’Oltremare di Napoli in occasione del XLVIII Congresso Società Italiana di Neurologia. Al centro degli interventi di esperti internazionali le caratteristiche del Copaxone*, un farmaco immunomodulatore usato nella terapia della sclerosi multipla, sul mercato da venti anni. Tra gli interventi al Simposio, grande rilevanza ha avuto quello di Maria Pia Amato, ordinario del Dipartimento di Neuroscienze dell’Università degli Studi di Firenze, che ha affrontato il tema della pianificazione familiare nella scelta terapeutica. “Il paradigma del binomio sclerosi multipla e maternità è molto cambiato – dichiara Amato – perché sino agli anni 90 il neurologo sconsigliava la maternità alla paziente con sclerosi multipla pensando che la gravidanza avesse un impatto negativo sul decorso di malattia. Purtroppo le informazioni sulla sicurezza dei farmaci sono ancora abbastanza limitate, quindi per tutti i farmaci è controindicato l’uso in gravidanza e anche nell’allattamento. L’unica modificazione a partire dal 2016 è stata una determinazione delle attività regolatorie che hanno rimosso la controindicazione per la gravidanza per il glatiramer acetato (Copaxone)”.