Un presidente in contumacia Severino, manovre in corso

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Vincenzo De Luca? Assente! Ma presso la corte d’Appello di Napoli, il presidente dell’ufficio centrale elettorale Renato Lipani dichiara eletto con 980.743 voti validi l’ex sindaco di Salerno. con una nota pubblicata su Twitter alle 15 il presidente uscente Stefano caldoro lascia il Palazzo senza effettuare le consuete consegne al successore. Questa la cronaca di giovedì scorso. Ai primi di luglio ci sarà la proclamazione degli eletti al consiglio regionale nel corso della prima seduta dell’Assemblea convocata dal consigliere anziano. De Luca assente perché? Per come? Quali manovre nasconde? E’ una mossa concordata con il premier Matteo Renzi? Si vuole cosi allungare i tempi della sospensione prevista dalla legge Severino? Queste ed altre mille domande si accavallano per capire il destino della governabilità della campania. Politologi, giuristi e quant’altro si affannano a dare consigli,spiegazioni e soluzioni. Ovviamente ognuno rispondendo ad una logica di parte. Il centrodestra chiede il ritorno alle urne, il centrosinistra difende la volontà espressa dagli elettori anche se all’interno dei Democrat non mancano i mal di pancia su come sembra che De Luca voglia formare la futura Giunta. Interpretazioni su interpretazioni della Severino, sulla sua applicabilità e sugli effetti che produce. Non sono un giurista ed ho chiesto ausilio conoscitivo ad un amico che ritengo una sorta di “mostro” sulle leggi che regolano la Pubblica Amministrazione, Pietro Vasaturo, che al di là di essere un esperto di diritto comunitario è aggiornato su tutte le sentenze della corte di cassazione che come è noto, specie se emesse a sezioni riunite, hanno forza di legge. La Severino, dice, scatta con la prima seduta del consiglio regionale ma non bisogna dimenticare che è palesemente incostituzionale, in contrasto con l’Ordinamento comunitario e va comunque letta in combinato disposto con le leggi che disciplinano le elezioni regionali e comunali ed in particolare con la legge costituzionale quale è lo Statuto della Regione. Allo stato, continua, il neo governatore deve essere sospeso con atto del Premier e ricorrere al giudice ordinario che dovrà valutare se applicare seccamente il disposto o considerare anche la gravità del reato. Inoltre, conclude, sono da valutare i tempi del ricorso che certamente De Luca presenterà contro la sospensione. Insomma il dilemma è: si vuol far gestire la Regione dallo sceriffo di Salerno o si vuol tornare alle urne con tutti i dubbi sull’astensionismo e sull’avanzamento di forze politiche senza alcuna esperienza di governo vanificando, tra l’altro, il lavoro, sia pure opinabile, di risanamento finanziario svolto dal precedente esecutivo regionale? Tra qualche settimana, forse, sapremo cosa accadrà al governo della campania ex felix . E le stelle continuano a guardare!