Dove eravamo rimasti: il pari tra Napoli e Verona ed i limiti della squadra di Spalletti

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in foto l'esterno Di Lorenzo nell'azione che riporta sul pari il match (fonte: sscnapoli)

12^ Giornata di Serie A

Stadio: Diego Armando Maradona
Marcatori (Assist): 13’ Simeone (Barak), 18’ Di Lorenzo (Fabian)
Espulsioni: 88’ Bessa, 93’ Kalinic

Terminata un’altra sosta per le nazionali, si ricomincia a parlare di Serie A e, soprattutto, di big match. Il Napoli è atteso da un calendario decisamente ostico: Inter, Lazio, Sassuolo, Atalanta ed Empoli le prossime cinque di campionato. Queste partite ci racconteranno con più chiarezza, rispetto ai numeri attuali, a cosa può ambire questo gruppo, rinsaldato e riordinato da Spalletti.
L’ultima uscita casalinga ha lasciato un po’ di amaro in bocca ai partenopei sia per il risultato sia per l’atroce direzione arbitrale, che ha favorito un incontro poco fluido ed ha innervosito i calciatori. Soverchiare gli uomini di Tudor non era certamente un compito semplice, prima del pari al Maradona il Verona aveva registrato 4 vittorie, 3 pareggi ed una sola sconfitta. Particolarmente prolifici anche in attacco, con ben 21 reti all’attivo grazie ad un Simeone in stato di grazia ed un reparto in grande salute.
Il goal in apertura, firmato proprio da Simeone, non stupisce i più. Lo spagnolo anticipa Rrahmani su assist di Barak, bucando Ospina il minuto dopo l’ottimo salvataggio del Patron in tuffo su Caprari: passa dunque in vantaggio il Verona al 13’. Non si fa attendere la risposta del Napoli in un avvio emozionante di gara: al 18’ Di Lorenzo, servito magistralmente da Fabian, fa passare il pallone sotto le gambe di Montipò, agguantando il pareggio. Insigne e Barak impegnano i rispettivi avversari con conclusioni interessanti. Ma è al 41’ che gli azzurri costruiscono una grande occasione. Di Lorenzo disegna una grande traccia per Politano, che salta secco l’avversario con un velo per poi servire Osimhen in area, il 9 controlla di destro e calcia in girata di sinistro scheggiando il palo, che salva Montipò.
Un primo tempo giocato a buoni ritmi viene purtroppo seguito da una ripresa non entusiasmante, come certificato anche dal tempo effettivo di gioco (26’ 13 contro i 18’ 19 del secondo tempo).

Tempo effettivo di gioco

Il secondo tempo sarà effettivamente povero di emozioni. Al 67’ Barak impegna nuovamente Ospina, con una conclusione che poteva rivelarsi decisamente più pericolosa. Bessa viene espulso per somma di ammonizioni a seguito di un fallo su Elmas all’88’, più tardi sarà seguito (ingiustamente, ma la direzione di gara è stata molto discutibile) da Kalinic per una presunta gomitata ai danni di Mario Rui. Il subentrante Mertens sfiora il goal in appena 8’ di gioco: punizione a giro dalla trequarti sul palo del portiere, nuovamente salvato dal palo.
Il match termina con un pareggio tutto sommato giusto: il Verona poteva capitalizzare meglio alcune occasioni e si è subito imposto al Maradona, il Napoli, pur non brillando, ha centrato due legni e risposto con personalità al vantaggio ospite. Gli azzurri, come in occasione del derby (in cui si è giocato per 17’ 13 nel secondo tempo) dimostrano di avere non poche difficoltà in partite così fisiche e con tanti spezzoni, prediligendo incontri più tecnici. Nondimeno la compagine ha dimostrato di saper creare pericoli anche in match complicati, grazie alla qualità dei suoi offensive players, ed in vista dello scontro con l’Inter questo può rasserenare i tifosi, certamente in ansia per i prossimi incontri.