Lo Cicero: No a ministro per il Sud
Più investimenti su turismo e cultura

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L’Europa si rimette in moto, il Nord anche, il Sud rimane ambivalente”. E’ il quadro tracciato da Massimo Lo Cicero, economista e docente di Economia aziendale nella Facoltà di Scienze Politiche L’Europa si rimette in moto, il Nord anche, il Sud rimane ambivalente”. E’ il quadro tracciato da Massimo Lo Cicero, economista e docente di Economia aziendale nella Facoltà di Scienze Politiche dell’Università La Sapienza di Roma, in apertura del suo intervento al convegno organizzato da Denaro e Matching Energies Foundation nel’ambito della rassegna economica Napoli 2020. “Purtroppo la comunicazione italiana valorizza le negatività del Sud e questo ammazza le nostre potenzialità – dice Lo Cicero -. Il piano di reazione? Si sviluppa su tre punti“. Primo punto: “Junker e Draghi hanno costruito una macchina che funziona. Noi abbiamo tra i nostri interlocutori la Bei. Se Draghi comprasse anche obbligazioni della Bei noi avremmo qualcosa di più. Dobbiamo saperci agganciare a questa piattaforma“, sostiene Lo Cicero. Che dice no a un ministro per il Mezzogiorno: “Non sappiamo che farcene, non ci serve un protettore per clientele. Abbiamo bisogno di qualcosa di più solido: un ministro del bilancio. Già c’è in pectore ed è Morando. Dovrebbe essere messo nelle condizioni di prendere decisoni continuando a supportare le Pmi, cancellando la spesa inutile per abbassare le tasse e attivando una fiscalità di vantaggio. Vorrei infine – aggiunge l’economista – che il ministro del bilancio si attivasse per collegare attraverso la Bei la ripresa del Mezzogiorno a quella del Nord“. Terzo punto. “Cosa si può fare con il piano di investimenti di Junker? Bisogna agire su turismo e attrattori naturali e culturali“, conclude Lo Cicero .