Quirinale, si tratta: fumata nera anche per la settima votazione

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(foto da Imagoeconomica)

La notte non ha portato consiglio e la settima votazione per l’elezione del Quirinale, cominciata alle 9:30, va verso la fumata nera con la gran parte dei partiti di maggioranza che, dopo non aver partecipato alla prima chiama, si asterranno alla seconda, a parte Iv e Leu che lascia la scheda in bianco. Ma Matteo Salvini sembra affermare che e’ necessario un accordo tra i partiti che sostengono il governo per arrivare ad eleggere il presidente della Repubblica. Un vertice tra i big era previsto prima dell’avvio della votazione ma poi è stato aggiornato. “Il mio nome puo’ essere sul tavolo solo se rappresenta un momento di unita’ e di convergenza. L’Italia viene prima delle nostre ambizioni personali”, chiarisce all’ANSA uno dei quirinabili, Pier Ferdinando Casini. Gli altri candidati sul tavolo dei leader invece tacciono. Enrico Letta, tornando a riunire i grandi elettori Pd, elenca lo stato dell’arte: “”Ieri si e’ ragionato di vari nomi, tanti, dal nome di Draghi, a Mattarella, la Cartabia, la Severino, la Belloni e gli altri Amato e Casini. Attorno a tutti questi nomi si e’ iniziato a discutere. Poi ciascuno ha fatto delle verifiche a casa sua”. Da Fi e’ gia’ stato dato mandato a Tajani di indicare il nome di Casini. Ma dal Pd sembra salire la spinta per il bis di Mattarella: “O c’e’ una intesa complessiva che tiene” altrimenti “il Parlamento ha una sua saggezza e assecondare questa saggezza e’ anche questa democrazia”.