Scuola, al Sud quasi 2 ragazzi su 10 abbandonano gli studi troppo presto

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Le differenze territoriali negli abbandoni scolastici precoci sono molto forti e non accennano a ridursi. Al Sud la percentuale arriva a quota 18,5%, mentre al Nord raggiunge l’11,3% e resta ferma al 10,7% al Centro. E solo il 22,2% dei ragazzi del meridione che abbandonano precocemente gli studi ha un’occupazione. E’ la fotografia scattata dall’Istat attraverso la ricerca, pubblicata oggi, sui livelli d’istruzione della popolazione e i suoi ritorni occupazionali. Nel Mezzogiorno, la quota di laureati di età compresa tra i 30 e i 34 anni e’ del 21,6% (30% al Nord; 29,9% al Centro) “con un divario territoriale in aumento”, rivela l’Istat. Nelle Regioni del Sud si riscontra, poi, il più basso livello d’istruzione: poco piu’ di un adulto su due ha conseguito almeno il diploma di scuola secondaria superiore. Anche l’incidenza dei Neet, i giovani che non studiano e non lavorano, è prevalente al Sud (34,4%), con un valore piu’ che doppio rispetto al Nord (16,7%) e molto lontano dal valore del Centro (19,7%). Nel Mezzogiorno il gruppo dei Neet interessati a entrare o rientrare nel mercato del lavoro (77%) e’ piu’ ampio di quello del Nord (60,8%) e del Centro (67,5%). “La criticita’ del mercato del lavoro meridionale – sottolinea l’Istat – appare nuovamente pervasiva, tenendo ai margini i giovani interessati ad un ingresso nel mondo del lavoro”. Su questo punto emerge anche il dato dell’incapacita’ “della struttura produttiva del Mezzogiorno di assorbire anche l’offerta di lavoro piu’ qualificata, nonostante la presenza di una minore quota di laureati e diplomati”. Nel 2017, infatti, il tasso di occupazione da uno a tre anni dalla laurea è pari al 43,7% del Mezzogiorno (e’ quasi il doppio, 76,4%, al Nord).