Teatro, all’Orto Botanico di Napoli in scena la “Medea di Portamedina”

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in foto Massimiliano Gallo

Nello scenario naturale del Real Orto Botanico di Napoli domani alle 21 (repliche fino a lunedì 30), andrà in scena “La Medea di Portamedina” di Francesco Mastriani, con la drammaturgia e la regia di Annamaria Russo. Presentato da Il Pozzo e il Pendolo Teatro di Napoli, l’allestimento si avvale dell’interpretazione di Rosaria De Cicco, Marianita Carfora, Giuseppe Gavazzi, Peppe Romano, Alfredo Mundo, Gennaro Monti, Sonia De Rosa, Paolo Rivera, con la partecipazione di Rita Ingegno, Federica Grosso e Riccardo Maio. Il disegno luci è a cura di Sebastiano Cautiero, i costumi di Annalisa Ciaramella. Siamo al 19 maggio 1793, Coletta Esposito, una giovane popolana di via Portamedina, uccide la figlia di pochi mesi e getta il corpicino esanime sul sagrato della chiesa, dove si stanno celebrando le nozze dell’uomo che aveva promesso di sposare lei e non la donna vestita di bianco che stringe sottobraccio. La donna, poco più che ventenne, assurge agli onori della cronaca per il suo terribile delitto, che richiama alla tragedia greca. La popolana dal nome oscuro sarà ribattezzata la Medea di Portamedina, e, in quel soprannome, la banalità del male acquista un accento epico. Coletta Esposito, nell’immaginario del popolo napoletano, cessa di essere una donna per trasformarsi in una fiera snaturata. Non possono esserci comprensione e compassione per un delitto che rappresenta un insulto all’amor materno. La messinscena di Annamaria Russo non tenta di dare risposte. Non esistono risposte per la disperazione che nasce dal sangue e si nutre di sangue, ma esistono solo domande dolorose, strazianti, che restano sospese sulla soglia dell’orrore e della compassione.