Architettura, asse Napoli-Parigi: le iniziative del consolato francese

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Il sistema legislativo francese in materia di architettura , rappresenta oggi un importante riferimento in Europa, e a tal uopo l’Ordine degli Architetti PPC di Napoli, ha voluto incontrare alcuni fra i più eloquenti esponenti della cultura architettonica contemporanea  al fine di  creare occasioni di confronto, e implementare la call Becoming Architect,  indetta dal Consiglio Nazionale degli Architetti, Dipartimento Europa ed Estero. Gli incontri amplieranno le sinergie professionali e imprenditoriali tra Francia e Italia, analizzando vari modus operandi, e il primo è avvenuto nella sala Alexandre Dumas dell’Institut Francais di Via Crispi, di cui è Direttore il Console di Francia a Napoli Jean-Paul Seytre che ha aperto i lavori: “ Come Console Generale di Francia e direttore dell’Istituto francese a Napoli, io sono doppiamente lieto di accogliere oggi al Palazzo Grenoble questa prima conferenza della serie d’incontri franco-italiani sull’architettura. Perché una serie di conferenze dedicate all’architettura presso l’Istituto francese? Parlare di architettura mi sembra particolarmente interessante perché è una disciplina che si trova al crocevia di diverse questioni: questa “arte del costruire”, è contemporaneamente un’arte, una tecnica, o una scienza, e anche una questione economica. Fa parte delle cosiddette ‘ industrie culturali e creative’, che sono al centro della cooperazione internazionale della Francia in quanto contribuiscono sia all’influenza culturale che all’attività economica “.

Il richiamo verso i giovani e le Imprese della Campania, segue una realtà consolidata sia in materia di  design innovativo che di concept strutturale, largamente riconosciuto all’estero, come ha continuato il Console Seytre : “ L’architettura è anche un eccellente mezzo di trasmissione e di formazione per i giovani. Cosi ho avuto il piacere di incontrare qualche settimana fa, al DIARC, un gruppo di studenti francesi della Scuola Nazionale di architettura di Parigi-Malaquais venuti a Napoli per riflettere con studenti italiani a proposito delle risposte alle “realtà territoriali non standard”, lavorando sul caso pratico di Castelvolturno. Cosa c’è di più bello che imparare a costruire?  “.
Se l’architettura apre uno spazio di dialogo tra le culture, ciò è ancora  più forte tra Francia e Italia, due paesi che hanno in comune un ricchissimo patrimonio culturale ed una vibrante creazione contemporanea: Renzo Piano sta costruendo il nuovo Palazzo di Giustizia di Parigi e qui, a Napoli, Dominique Perrault sta ristruturando la Piazza Garibaldi : “ Spero  che avremo la possibilità di ascoltarlo all’occasione di una delle nostre prossime riunioni.
Il dialogo lo vedo quando un architetto francese costruisce all’estero o quando un architetto straniero costruisce in Francia. Così, costruendo le Louvre di Abu Dhabi, con la grande cupola che crea un’oasi di ombre e di luci, Jean Nouvel fa dialogare il patrimonio francese con la tradizione araba. Quando Frank Gehry costruisce il grande vascello di vetro della Fondazione Louis Vuitton nel cuore del Bois de Boulogne, anche lui sta adattando la sua visione dell’architettura per dargli la leggerezza e l’eleganza attesa da un edificio parigino “. Il comitato organizzativo delle conferenze è composto da Jean- Paul Seytre; Micol Antonelli; Alberto Cuomo; Gianluigi Freda; Irene Lettieri; Raffaele Nappo; Erica Settembre. Tra i vari addetti al settore intervenuti, il Console Seytre ha concluso il suo incipit: “Il nostro ospite di oggi, Umberto Napolitano, è anche un ottimo esempio di dialogo franco-italiano e lo ringrazio per essere qui oggi per inaugurare questo ciclo. Ringrazio l’Ordine degli Architetti di Napoli, che ha preso l’iniziativa di questo ciclo con noi, e i partner academici del progetto, che sono anche essenziali: l’Università Federico II e la Seconda Università degli Studi di Napoli”.