Avvocati, Corte d’Appello unica in Campania. Anai: Produrrà caos e nuove spese

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Entro fine anno la commissione presieduta da Michele Vietti (ex vice presidente del Csm) e allestita dal ministro della Giustizia, Andrea Orlando, consegnerà al Governo la bozza di riforma del sistema giudiziario. Il nodo della questione sta essenzialmente nel processo di razionalizzazione degli uffici, che comprende un taglio delle Corti di Appello. In Campania, come nelle altre regioni italiane, resterà in vita un solo distretto. Un’ipotesi, questa, contro la quale si scaglia l’Anai, associazione nazionale degli avvocati, che per bocca del suo presidente Maurizio De Tilla prevede una situazione di caos.Maurizio De TillaBasta vedere – dice – cosa sta accadendo in seguito alla revisione della geografia giudiziaria che ha portato alla soppressione di ben trenta tribunali e due terzi degli uffici dei Giudici di Pace”. Secondo l’avvocato campano e presidente nazionale di Anai “è aumentato il caos e si sono accentuale le disfunzioni. Il processo telematico non decolla e crescono le proteste di avvocati e di giudici. Questi ultimi insistono per avere copie cartacee in aggiunta agli atti telematici obbligatori. Qualcuno chiede addirittura gli atti telematici in aggiunta agli atti cartacei obbligatori”. La situazione che si va profilando è al limite del grottesco e rischia di ingolfare del tutto l’attività degli uffici che amministrano la giustizia, in Campania come nel resto del Paese. “Le disfunzioni sono sotto gli occhi di tutti – chiarisce De Tilla – e nonostante alcuni dei tribunali accorpati siano ormai sull’orlo della paralisi il ministero della Giustizia pensa bene di ridurre anche il numero delle Corti di Appello, che da anni garantiscono il funzionamento della giustizia sul territorio. Lasciatemi dire che questa riforma non risponde ad alcuna logica di razionalizzazione dei costi ma è concepita con il solo scopo di realizzare un accentramento di funzioni”. L’altra faccia della medaglia La ratio del nuovo disegno della geografia giudiziaria, iniziato con il taglio dei piccoli tribunali, è sempre quella economica: visto che alcuni distretti (dei 23 attuali) oltre ad insistere nella stessa regione, hanno bacini di utenza molto esigui, meglio accorparli. In realtà, l’eclatante novità poteva considerarsi già attesa, visto che sulla necessità di accorpare le corti d’appello, si era già espresso più volte il ministro Orlando spiegando in diverse occasioni come una dimensione più ampia potrà permettere maggiori specializzazioni, anche alla magistratura, e una risposta più efficiente alla domanda di giustizia, ed escludendo possibilità di “repechage” degli uffici soppressi. Oggetto del progetto di riforma della commissione, oltre al restyling della carriera dei magistrati, della figura del pm e delle procedure disciplinari, saranno anche le procure generali, i tribunali ordinari e le procure della repubblica, sempre nel segno della razionalizzazione, dell’eliminazione del “surplus” mediante accorpamenti e di una maggiore specializzazione. L’altra faccia della medaglia, e cioè gli effetti che un’operazione di tal fatta, per gli “addetti ai lavori”, avvocati in primis, e per i cittadini, con un ovvio aumento dei tempi per raggiungere le corti e dei costi delle parcelle, non sembra al momento essere presa in considerazione. Costi insostenibili per i clienti Secondo l’associazione Mobilitazione Generale degli Avvocati (Mga) “con la soppressione di 9 corti e la conseguente riduzione a 20 delle corti d’appello i legali saranno costretti a spostamenti notevoli, con aggravio delle spese di una professione che già pare avviata a diventare una delle più costose che vi siano. Le conseguenze negative saranno in via mediata negative per i cittadini e per i loro diritti di difesa; dopo agli aumenti vertiginosi del contributo unificato, un ennesimo aumento dei costi della giustizia, che pare avviata a diventare un lusso per pochi”. La riforma, a detta di Mga, “può essere fatta ma partendo da un grande piano di investimenti per l’ammodernamento dell’intero settore della giustizia, con la creazione di molteplici cittadelle giudiziarie dotate di servizi e gestite in maniera efficiente”.