#iononsprecoperché, una piattaforma per le donazioni

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Roma, 18 dic. – (AdnKronos) – Una piattaforma web che permetterà agli attori della filiera di entrare in contatto tra loro creando opportunità di sviluppo per le donazioni, grazie anche alla presenza di esperti di vari settori che metteranno a disposizione le proprie esperienze e competenze gratuitamente. E’ #iononsprecoperché (www.iononsprecoperche.it), presentata oggi alla Camera dei Deputati in occasione dell’incontro “Spreco alimentare e farmaceutico, donazioni e Terzo settore”, da Maria Chiara Gadda, promotrice e relatrice della legge “antispreco” (166/2016).

Una legge, la 166, oggi già pienamente operativa e che “in un solo anno ha determinato un forte incremento nelle donazioni e nella varietà dei beni recuperati sull’intero territorio nazionale. La diffusione di questi temi e dei contenuti della legge passa anche attraverso iniziative come il portale www.iononsprecoperche.it”, sottolinea Gadda. “Ho voluto lanciare la piattaforma #iononsprecoperché – spiega Gadda – per divulgare le potenzialità di una legge che oggi ciascuno può applicare con grande semplicità. Una guida per tutti, per poter donare e ricevere, con l’aiuto di esperti, che metteranno a fattor comune le loro esperienze, e la condivisione di buone pratiche sull’intero territorio nazionale”.

La piattaforma “sarà inoltre uno spazio di conoscenza delle norme nazionali e comunitarie legate ai temi dell’economia circolare – continua Gadda – Promuoveremo inoltre campagne di educazione, formazione e sensibilizzazione sui benefici della legge per raggiungere il maggior numero di imprese ed esercizi che oggi possono donare con più agevolazioni rispetto al passato, e un supporto alle tante associazioni di volontariato impegnate su questo fronte”.

A proposito della legge 166. Sono due gli emendamenti alla Legge di Bilancio che consentirebbero di estendere i benefici della legge 166/2016 detta “antisprechi” anche ad altri prodotti oltre al cibo e i farmaci, come prodotti per l’igiene e la cura della persona e della casa, integratori alimentari, biocidi, presidi medico chirurgici e prodotti farmaceutici, di cartoleria e cancelleria.

“Questi emendamenti depositati in Commissione Bilancio e in attesa di approvazione – spiega Maria Chiara Gadda (Pd), promotrice e relatrice della legge 166, firmataria degli emendamenti – sono stati depositati tenendo conto del forte sviluppo che le donazioni hanno avuto a seguito dell’approvazione della legge 166”. In particolare, dalla sua entrata in vigore (14 settembre 2016) le sole donazioni alimentari “sono aumentate del 20%”, sottolinea Gadda.

L’approvazione di queste novità normative proposte nella Legge di Bilancio darebbe ulteriore stimolo alla donazione di beni in eccedenza. Per quanto riguarda i farmaci, verrebbe allargata la platea dei donatori includendo – oltre alle case farmaceutiche previste oggi – anche farmacie, parafarmacie, grossisti, aziende titolari di autorizzazioni all’immissione in commercio di farmaci. Si proseguirebbe così sulla strada della semplificazione burocratica e fiscale dando maggiore uniformità e armonia al testo di legge.

Oggi la legge prevede la donazione di prodotti alimentari, farmaci e ‘prodotti diversi’ e su questo si concentra l’emendamento che punta ad estendere l’ambito di applicazione della norma enunciando e specificando quali sono questi altri prodotti (con l’articolo 2) e quindi quali categorie possono godere delle agevolazioni fiscali previste.

La legge 166 del 2016 (“la prima legge di economia circolare in Italia”, per Maria Chiara Gadda del Pd, promotrice e relatrice della norma), approvata il 14 settembre 2016, incentiva il recupero e la donazione delle eccedenze e dei beni inutilizzati semplificando le procedure burocratiche ed eliminando gli oneri fiscali per coloro che partecipano alla filiera sociale.

Per le imprese che donano, la norma esclude espressamente qualsiasi effetto sotto il profilo fiscale rispettando un procedimento semplice che serve ad assicurare trasparenza nei vari passaggi dei beni fino a raggiungere chi si trova nel bisogno, secondo i principi di solidarietà e sussidiarietà.

Possono donare merci in eccesso tutte le attività commerciali piccole o grandi che siano, le quali operino in una delle fasi della raccolta, della produzione, della trasformazione, distribuzione e somministrazione di prodotti quali alimenti e farmaci. Tra questi soggetti ci sono per esempio, imprese della grande distribuzione, punti vendita, piccoli esercizi commerciali, ristorazione organizzata e collettiva, produttori artigianali o industriali, mercati ortofrutticoli.

Le eccedenze possono essere donate a enti senza fini di lucro, pubblici o privati, che perseguano finalità civiche e solidaristiche, comprese organizzazioni di volontariato. Con l’attuazione della Riforma del Terzo Settore rientreranno tra i beneficiari delle donazioni gli enti del Terzo Settore che operano con modalità non commerciale.

Per donare, sono previsti obblighi documentali per monitorare le cessioni gratuite sopra i 15mila euro attraverso documento di trasporto o atto equipollente progressivamente numerato da inviare in via telematica. L’onere è escluso in caso di beni alimentari facilmente deperibili. In parallelo, il donatario deve predisporre una dichiarazione trimestrale da consegnare al donante con gli estremi dei documenti di trasporto relativi ai beni ricevuti attestando il suo impegno ad utilizzarli per finalità istituzionali e solidaristiche.

Ai fini delle imposte dirette, le cessioni gratuite di prodotti alimentari, farmaceutici e di altra natura, se effettuate a fini di solidarietà sociale senza scopo di lucro, non generano un ricavo imponibile ma permettono la deducibilità dei costi sostenuti dal cedente. In materia di Iva, queste operazioni sono equiparate alla distribuzione dei beni, dunque l’imposta sulle merci in uscita non sarà applicata e verrà riconosciuta la detrazione dell’Iva assolta a monte.

La legge permette di beneficiare del trattamento fiscale previsto senza la necessità di attendere ulteriori atti o provvedimenti dal momento che prevede un procedimento puntuale e dettagliato. Resta ferma la possibilità di individuare ulteriori prodotti oggetto di donazione e destinati a finalità di interesse sociale con successivo decreto del ministero dell’Economia e delle Finanze.