Napoli, al Vomero è polemica per l’invasione di tavoli, sedie e gazebo

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“Ormai al Vomero, al pari di altre zone della città, i pubblici esercizi la fanno da padrone occupando i marciapiedi con tavoli, sedie, ombrelloni, gazebo e fioriere,  rendendo oltremodo difficoltoso il transito dei pedoni, già reso arduo dalla presenza di buche e avvallamenti ma anche dalla pessima abitudine, anch’essa alimentata dalla carenza dei necessari controlli, di parcheggiarvi i motocicli – afferma Gennaro Capodanno, presidente del comitato Valori collinari -. Questo discorso riguarda segnatamente le principali strade e piazze del quartiere, come via Scarlatti, via Luca Giordano, piazza Vanvitelli, piazza Fanzago e piazza degli Artisti”. “Sovente si è posta la domanda, rimasta senza risposta  – precisa Capodanno –, per conoscere le ragioni  per le quali le autorizzazioni per l’occupazione di suolo pubblico, che dovrebbero essere rilasciate per periodi limitati, vengano poi rinnovate di volta in volta, diventando di fatto definitive, anche in aree riconosciute, con delibera di Giunta municipale, di particolare pregio storico e ambientale, per le quali dunque non dovrebbe essere consentita la possibilità di rilasciare questo tipo di autorizzazioni se non appunto per limitati e definiti periodo di tempo “. “Inoltre  – aggiunge Capodanno – non è raro imbattersi in situazioni per le quali appare palese che venga disatteso l’articolo 20 del vigente codice della strada, il quale sancisce che: “Nei centri abitati, ferme restando le limitazioni e i divieti di cui agli articoli ed ai commi precedenti, l’occupazione di marciapiedi da parte di chioschi, edicole od altre installazioni può essere consentita fino ad un massimo della metà della loro larghezza, purché in adiacenza ai fabbricati e sempre che rimanga libera una zona per la circolazione dei pedoni larga non meno di 2 m”.
“Da osservare altresì – sottolinea Capodanno – che al riguardo l’attività sanzionatoria dell’amministrazione comunale appare sovente sporadica e dunque priva d’efficacia operativa per l’eliminazione definitiva degli abusi riscontrati. Da sottolineare inoltre che i controlli non dovrebbero limitarsi a un esame sommario delle autorizzazioni concesse, bensì dovrebbero approfondire anche la congruità tra la superficie concessa e quella effettivamente occupata, sovente superiore, anche di molto, alla prima. Il risultato è che, nonostante gli evidenti e numerosi abusi che è possibile riscontrare sul vasto territorio cittadino, il risultato percepito dai cittadini, rispetto all’azione amministrativa, appare del tutto marginale per la soluzione di un problema molto sentito e che dovrebbe risolversi nel liberare, una volta e per sempre, i marciapiedi in modo da consentire la tranquilla deambulazione dei pedoni, e, segnatamente, delle persone diversamente abili“.