Napoli, parrucchieri in strada per dare un “taglio” alla povertà

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Per gli uomini barba e capelli, per le signore permanente e trattamento viso e unghie. Siamo in un centro estetico unisex? In un certo senso sì. Solo che qui siamo in strada a Napoli e i clienti sono persone che non possono permettersi di spendere molto. Non tanto clochard, anche se pure loro possono ‘entrare’ in questo negozio particolare che non chiede pagamenti di nessun tipo. Sono soprattutto persone normali, tanti padri di famiglia monoreddito che vivono le difficoltà della crisi. E che accompagnano anche i loro bambini in questa occasione speciale. Speciale perchè, tra le persone in attesa del proprio turno, c’è finalmente chi può rivolgersi a un ‘professionista’, mentre da quando ha perso il lavoro, per risparmiare, si è dovuto accontentare di farsi tagliare i capelli dalla moglie. L’opportunità è offerta dall’associazione ‘Salvi per un pelo’ formata da barbieri ed estetisti che a Napoli ogni settimana offre gratis mani e forbici a chi è in difficoltà. Con l’aiuto della quarta Municipalità, presieduta da Giampiero Perrella, sono stati allestiti nel piazzale antistante la scuola Dante Alighieri dei gazebo sotto i quali sono stati effettuati i tagli: tutto come in un salone, poltrone e phon compresi (attivi grazie a un generatore di corrente). Di solito l’iniziativa si svolge il lunedì, giorno di chiusura degli esercizi. Oggi l’eccezione, una domenica particolare, legata al Ponte dell’Immacolata, in piazza Carlo III, di fronte al Real Albergo dei Poveri, l’immensa opera settecentesca voluta da Carlo III di Borbone per dare un riparo agli indigenti. A guidare le redini dell’associazione è Pasquale Penza. “Ci sono tante richieste – spiega – da parte delle associazioni di senza fissa dimora. Ogni settimana cerchiamo di fare fronte spostandoci in varie zone della città”. Così lui e il suo gruppo di colleghi si recano nei centri che assistono persone in difficoltà. Tutto viene preparato per offrire un servizio di qualità, ci sono riunioni organizzative che precedono gli appuntamenti per fare in modo che tutto vada alla perfezione. Una decina i colleghi coinvolti, almeno una cinquantina le persone oggi in fila. “La nostra maggiore soddisfazione è quella del ringraziamento che riceviamo da queste persone. Per noi – dice Penza – è un modo per dare un significato concreto al Natale che si avvicina”.