A Napoli il Green Symposium 2020: dall’infrazione all’innovazione, confronto sul futuro del Sud

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Impianti, politiche, cultura: queste le tre dimensioni della frattura tra le regioni del Nord e quelle del Centro-Sud sul fronte dello sviluppo sostenibile. Dei 339 impianti di trattamento dei rifiuti organici operanti a livello nazionale nel 2018, solo 119 risultavano collocati nelle regioni del Centro-Sud. Appena un terzo del totale. Di contro, su 74 agglomerati urbani condannati dall’Ue nello stesso anno per il cattivo trattamento delle acque reflue, ben 68 erano distribuiti tra Sicilia, Calabria e Campania, pari a oltre il 90%. Un ritardo pesantissimo rispetto alle regioni del Nord, per colmare il quale sembrano non essere bastati i 33,7 miliardi di euro in fondi strutturali stanziati dall’Ue per il ciclo 2014-2020, 25 dei quali erano stati destinati alle regioni centro meridionali. Anche perché, stando ai dati raccolti dalla Commissione europea, al 30 settembre 2019 risultavano spesi solo 12,6 dei miliardi complessivamente messi a disposizione.
E’ quanto emerso oggi a Napoli nel corso di una conferenza stampa di presentazione del Green Symposium 2020, la due giorni di seminari, tavoli tecnici e incontri promossa da Ricicla.tv, in collaborazione con il board tecnico scientifico di Ecomondo, che si terrà il 5 e 6 marzo2020 alla Stazione Marittima di Napoli, con la partnership tecnica di Ispra-SNPA, Albo nazionale gestori ambientali, Commissario di governo per le bonifiche e sotto l’alto patrocinio del Ministero dell’Ambiente, con l’obiettivo di mettere in rete le migliori energie per far dialogare gli attori principali della svolta sostenibile: imprese, amministrazioni pubbliche e cittadini.
«A Napoli parleremo di sistema Paese, di come sia necessario far viaggiare nord, centro e sud in un’unica direzione – ha spiegato Monica D’Ambrosio, direttore di Ricicla.tv – L’Italia può e deve primeggiare in Europa con un’industria faro nei processi di transizione verso la sostenibilità».
I temi. Quattro seminari tematici e otto tavoli tecnici metteranno al centro i temi chiave del dibattito nazionale sulla green economy: dal nuovo ciclo di finanziamenti europei alle carenze impiantistiche, dalle bonifiche alla nuova tracciabilità dei rifiuti.
«È un appuntamento importante – ha aggiunto il Commissario di governo per la bonifica delle discariche abusive, il Generale dei Carabinieri Giuseppe Vadalà – per il futuro del Paese. Un’occasione per fare rete, per discutere e mettere a punto le soluzioni migliori per il Sud, che ha un grande bisogno di approfondire le expertise di settore, soprattutto sugli appalti».
«Metteremo al centro di uno dei tavoli tecnici il tema della nuova tracciabilità dei rifiuti – ha detto Eugenio Onori, presidente dell’Albo Nazionale Gestori ambientali – molto sentito dalle imprese di settore, sul quale stiamo lavorando alacremente con il Ministero dell’Ambiente. A Napoli avremo l’occasione di confrontarci con tutti gli stakeholder coinvolti da questo importantissimo processo».
Tra i principali sostenitori dell’iniziativa c’è Utilitalia, la Federazione delle imprese idriche, ambientali ed energetiche, che presenterà uno studio sul fabbisogno impiantistico del Mezzogiorno e sui viaggi dei rifiuti dal Centro-Sud verso il Nord. «Senza impianti di digestione anaerobica per il trattamento dei rifiuti organici e senza termovalorizzatori per il riuso dei rifiuti indifferenziati e degli scarti del riciclo – ha sottolineato il vicedirettore Paolo Giacomelli – non si chiude il ciclo e non si fa economia circolare. Serve una strategia nazionale che operi un riequilibrio a livello territoriale: ciò avrebbe ricadute positive soprattutto al Sud in termini ambientali, economici e occupazionali».
I protagonisti. L’agorà del Symposium ospiterà invece i desk informativi delle associazioni di categoria e delle istituzioni. Venti le sigle coinvolte, dieci le Regioni che prenderanno parte al dibattito, altrettanti i media partner che racconteranno in tempo reale la due giorni. Tra i soggetti invitati a prendere parte ai lavori circa 20mila imprese e oltre 3mila Comuni. I lavori termineranno con il discorso di chiusura del Ministro dell’Ambiente Sergio Costa e la proposta di candidatura della città di Napoli come capitale del Mediterraneo per l’economia circolare.
«Sarà un momento importante per avere un confronto con il mondo delle imprese – spiega il direttore generale di Ispra Alessandro Bratti – in questo caso il mondo del Sud, che forse ha ancora bisogno di crescere, ricco di eccellenze ma a macchia di leopardo. A Napoli potremo dare un contributo al tessuto imprenditoriale più innovativo di questa parte d’Italia che chiede a gran voce di entrare nel sistema Paese».