De Lucia: Teatro e cultura per il rilancio

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Michele De Lucia è sindaco di Positano dal 2010, eletto con una lista civica, a marzo 2015 scade il suo mandato. Nel 2010 mentre il Michele De Lucia è sindaco di Positano dal 2010, eletto con una lista civica, a marzo 2015 scade il suo mandato. Nel 2010 mentre il governo tagliava i finanziamenti per la cultura, il primo cittadino in netta controtendenza con le scelte nazionali, investiva,e continua tutto’ora, nel Positano Teatro Festival – Premio Annibale Ruccello con risorse comunali. Il suo slogan : “Il nostro Festival ad alto tasso panoramico”. Sindaco De Lucia, a marzo scade il suo mandato. Si può dire che è iniziato rilanciando il Positano Teatro Festival nel 2010. Vogliano provare a fare un bilancio di questi cinque anni? Effettivamente il teatro ha simboleggiato questi cinque anni di amministrazione. E’ stata di fatto la prima iniziativa presa, definita in 10 minuti con il direttore artistico Gerardo D’Andrea che mi convinse con la passione e l’amore che lo contraddistingue per Positano e l’arte. Questa rassegna mi ha dato l’opportunità di far conoscere i luoghi e le parti alte di Positano a cui sia io che l’amministrazione siamo molto legati. Certamente si riferisce a posti come Nocelle o Montepertuso… Sì. Da anni si è avuto un incremento sia di presenze che dell’offerta turistica, grazie anche al Festival ed alla visibilità che è stata data dalla stampa e dalla televisione. Abbiamo inoltre esteso il.Festival nei due quartieri caratteristici come Liparlati, la Chiesa Nuova e quest’anno anche alla Garitta, con il fine di far scoprire posti inesplorati della nostra cittadina. Siamo riusciti insomma a coniugare cultura, teatro e turismo. E accanto al teatro, quali altre iniziative? C’è l’attenzione per il territorio, per la manutenzione costante delle strade ed un sostanziale miglioramento della zona più commerciale di Positano e anche di altri posti che, prima, erano più trascurati. Qual è l’intervento della sua Giunta che le dà più soddisfazione? Quelli che riguardano il sociale, a partire dalla scuola alle manifestazioni più culturali: letteratura, danza, teatro. Curare l’aspetto sociale è per me motivo di grande soddisfazione perché mi permette di dialogare e incontrare tutte le fasce sociali della città, di conoscere tutti i problemi e di migliorare la nostra azione quotidiana cercando le soluzioni più idonee. Particolare soddisfazione mi procura non aver introdotto la tassa di soggiorno e di aver azzerato la Tasi con una delibera del Consiglio Comunale. Quali sono invece i problemi sui quali bisogna invece insistere o che non hanno ancora trovato soluzione? Noi abbiamo avuto la sfortuna – o forse si può dire fortuna? – di amministrare in un periodo, che io definisco “tragicomico”, di grande crisi economica, dove si è continuamente alla ricerca di qualcosa che riesca a far respirare la nostra città. Soffermiamoci un attimo su quello che sta succedendo in Italia dal punto di vista delle scarse risorse pubbliche. Come Amministrazione ci siamo imposti come obiettivo di non aumentare i tributi comunali ma, nel contempo, abbiamo dovuto far fronte alla diminuzione dei trasferimenti delle risorse statali. Tenendo conto di questa difficile situazione, la soddisfazione più grande è stata chiudere, in questi quattro anni, i bilanci del Comune sempre in attivo. Abbiamo utilizzato l’avanzo delle risorse per la manutenzione delle strade ma anche, come ho detto, per valorizzare manifestazioni sociali e culturali. Ci siamo adoperati affinché le spese correnti , negli anni, potessero calare. Ma ci saranno delle cose che non è riuscito a fare? Si. Ovviamente. La prima è l’auditorium, un luogo dove, anche in inverno, si possono programmare diverse iniziative per i cittadini e i turisti. Avremmo voluto migliorare la nostra viabilità. In buona parte ci siamo riusciti, ma tanto ancora c’è da fare. Per non parlare del traffico della costiera.. Avendo la possibilità dell’arrivo solo via terra, e unicamente su gomma, si verifica in determinate ore del giorno una seria difficoltà di viabilità. Per questa ragione, a partire dal mese di marzo, ci sono i nostri ausiliari del traffico nei punti critici del territorio, con un monitoraggio costante dei nostri operatori. E’ chiaro che tutto questo non basta. Abbiamo presentato all’Anas un progetto di un tunnel che costa 10milioni di euro che riteniamo possa risolvere questo problema. Pensa di riuscirci entro la fine del suo mandato? Spero proprio di si, così come va ricordato che stiamo progettando un Museo archeologico delle Ville Romane, d’accordo con le due Sovrintendenze, a valere sui Fondi Europei gestiti dalla regione Campania. Su questo capitolo per l’accelerazione della spesa c’è un altro finanziamento destinato alla copertura del nostro impianto di depurazione, un problema ventennale di Positano. E’ l’unico depuratore funzionante della costa d’Amalfi ma ha bisogno di un monitoraggio costante. Con questo progetto ambizioso pensiamo di risolvere il problema in maniera definitiva. Ritornando al teatro, qual è l’esperienza più emozionante del Festival in questi anni? Sicuramente la serata con lo scrittore Raffaele La Capria così legato a Positano e la decisione presa all’unanimità dal consiglio comunale di attribuirgli la cittadinanza onoraria. Io però ho ancora negli occhi la prima edizione del festival del 2010. Ero così emozionato ma allo stesso tempo l’inaugurazione mi creava anche ansia perchè avevo deciso di avviare una manifestazione così imponente decidendo in così poco tempo. Adesso so di aver visto giusto: il Festival è stato un successo dovuto al suo direttore artistico Gerardo D’Andrea, al suo staff e a tutti quelli di Positano che ci hanno creduto. E la popolazione come ha risposto? Quando il palcoscenico è allestito in tutti i borghi di Positano c’è una grande accoglienza ed un forte coinvolgimento dei cittadini. Perciò sono convinto che la socialità di una comunità è fondamentale e finchè resto in carica voglio proseguire in questa politica sociale e culturale. Come aver creato il lido Positano non è un privilegio per i nostri concittadini ma è un atto dovuto. Si garantisce la possibilità di dedicare una parte della spiaggia a chi vive in questi luoghi e sta distante dalla spiaggia. Un modo anche per garantire alle famiglie di incontrarsi al mare. E allora è deciso: si ricandida… Ci ricandidiamo per completare il lavoro fin qui fatto e rendere Positano e il suo territorio sempre più al passo coi tempi. Vorrei completare le basi affinché Positano torni ad essere quel luogo, come ha detto bene La Capria, dove poter respirare, prima di ogni dove, esperienze artistiche, letterarie e culturali importanti ma anche il posto dove si preservano meravigliose bellezze naturalistiche che tutto il mondo ci invidia.

Diletta Capissi