Montecitorio, stop al concorso

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Roma, 8 feb. (AdnKronos) – L’Ufficio di presidenza della Camera ha rinviato l’indizione del concorso per le nuove assunzioni. Una decisione motivata dalla necessità di attendere che anche il Consiglio di presidenza del Senato si pronunci sul regolamento che dovrà disciplinare la procedura, vista la recente istituzione del ruolo unico del personale.

“Contrarietà all’indizione di un concorso per consiglieri parlamentari” hanno espresso i sindacati Ils, Sindacato Autonomo, Uil, Osa Camera, Sci, in una lettera inviata ieri alla presidente della Camera Laura Boldrini e ai componenti dell’ufficio di presidenza.

Nel documento, inviato per conoscenza anche alla segretaria generale Lucia Pagano, al vice segretario generale Fabrizio Castaldi, al capo del servizio del personale Stefano Armando Antonio Murgia, i sindacati invitano i destinatari della missiva “ad assumere una posizione forte e chiara che contempli la riattivazione del reclutamento come il passaggio finale di una riorganizzazione amministrativa, nell’ambito della quale, in un’ottica di efficienza e contenimento dei costi e previa un’effettiva e seria ricognizione dei fabbisogni, si investa maggiormente su figure professionali economicamente più sostenibili ed ugualmente idonee a preservare gli elevati standard prestazionali tradizionalmente garantiti dall’amministrazione della Camera”.

I sindacati sottolineano che “nel documento sui fabbisogni organici dell’amministrazione della Camera dei deputati, recentemente consegnato alle organizzazioni sindacali, manca ogni riferimento adeguato a un progetto di riforma amministrativa, all’aggiornamento delle declaratoria e delle mansioni dei dipendenti e al futuro delle procedure di lavoro di alcune categorie, oggi in clamorosa difficoltà, come i segretari parlamentari e, soprattutto, gli addetti ai reparti e gli assistenti parlamentari. L’unico elemento che emerge con chiarezza -sottolineano i sindacati – è la volontà dei vertici amministrativi di assumere nuovi consiglieri parlamentari. Una decisione che ci trova in forte opposizione”.