Terroni, mafiosi e parassiti? Ora basta, occorre la presa di coscienza del popolo meridionale

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di Biagio Maimone

Mi rivolgo alla popolazione del Sud Italia con rammarico e ad essa dico: “Cari cittadini del Sud Italia, di cui sono originario, sembra che non vi dispiacciano gli aggettivi dispregiativi e gli insulti, che ricevete da tanta parte del popolo settentrionale, soprattutto da quelli che votano e sostengono la Lega e, ancor più, da parte di giornalisti di importanti testate. Sembra quasi che proviate soddisfazione per tali dichiarazioni evidenti di disistima.
Dico che vi piacciono le offese perché la Lega nel Sud Italia viene votata e perché il suo leader viene osannato, accolto nelle varie città quasi fosse il salvatore del nostro popolo, ritenuto dalla maggior parte dei leghisti un popolo di dementi e di ignoranti, i quali devono essere civilizzati dai settentrionali, proprio quei settentrionali che offendono la nostra gente, le nostre terre e che ci disprezzano nella stessa maniera in cui disprezzano gli africani, anch’essi da non disprezzare.
Noi per loro siamo arretrati, incivili, speculatori, “sottospecie” umana, sporchi, furbi e mafiosi, da civilizzare – guarda caso – dalla Lega che viene nel Sud Italia per insegnare al suo popolo le belle maniere. Stiamo dimostrando di essere stupidi ed anche senza dignità, in quanto non solo ci lasciamo offendere e non reagiamo, ma addirittura li votiamo. Niente di più incomprensibile! Non siamo forse in grado di creare un movimento politico che tuteli e riscatti le nostre terre e, soprattutto, eviti le invasioni di politici le cui bandiere hanno lo stemma del carroccio?
Non abbiamo il coraggio di rispondere alle offese e alle provocazioni? A noi piace, forse, essere sottomessi e considerati “terroni”, da deridere e maltrattare? Sicuramente no! E allora, cittadini del Sud Italia, stanchi sicuramente delle offese ricevute, rivendichiamo la nostra dignità, facciamoci sentire, protestiamo e rispondiamo al razzismo di coloro che aspirano solo ai nostri voti, i quali, pertanto, ci sfruttano. Non ci servono le sardine statiche per rivendicare i nostri diritti e per manifestare, in quanto siamo capaci anche noi di affollare le piazze per urlare il nostro diritto a costruire, cambiare e combattere contro ogni forma di sottomissione, di discriminazione, di violenza verbale e di razzismo. Cittadini del Sud, riscattiamoci e liberiamoci dalle catene che ci legano al potere economico e politico del Nord che ci vuole schiavi e sottomessi. Cittadini del Sud Italia risorgiamo e prendiamo in mano il nostro destino, il futuro dei nostri figli e costruiamo finalmente la tanto agognata unità d’Italia!
Un urlo di amore percorra l’intera nazione italiana! Uniamo il nostro Paese, battiamoci affinché l’Italia sia realmente unita, democratica e libera!
Facciamo delle nostre terre la nostra casa e non lasciamoci più denigrare da nessuno, ed ancora più, da giornalisti “giornalai”‘o da politici politicanti!”.